Adozioni a distanza

Nel momento in cui ha cominciato diversificare i suo interventi, soprattutto in paesi come la Bolivia, la Costa Rica, il Brasile, la Thailandia, la Comunità Incontro si è dovuta confrontare con realtà di estrema povertà, materiale, umana, psicologica e spirituale, che si riflette soprattutto sui più indifesi: i bambini. Il suo intervento in questi paesi si è allora concentrato anche su queste situazioni di assoluto disagio e, in pochi anni, migliaia di bambini di strada del Brasile e della Bolivia, di piccole creature abbandonate nelle discariche o vendute per pochi soldi negli slums di Bangkok, di infanti lasciati alle porte dei monasteri e dai bonzi consegnati alla comunità, nei suoi centri hanno trovato – spesso con le loro madri, esse stesse poco più che bambine – casa e famiglia.

L’adozione a distanza di un bimbo da noi accolto in questi paesi è spesso sufficiente ad assicurargli un futuro dignitoso, libero dalla fame, dalle malattie, dalla paura.

COME E PERCHÈ ADOTTARE SENZA “COMPRARE”

La cosiddetta “adozione a distanza” non deve essere vissuta come un gesto egoistico di appropriazione. Bisogna essere coscienti del suo profondo significato, che è quello di far crescere il bambino o minore nella terra di appartenenza, tra la sua gente e nel pieno rispetto della sua cultura. Non è un gesto per riempire il vuoto in famiglia, ma per costruire la pace, allargando il nostro cuore fino ai confini del mondo, e aiutando i figli più bisognosi nei paesi più poveri del mondo a diventare una speranza di futuro per la loro terra. Vi informiamo che il progetto madrinato è nato come un gesto di volontariato per sostenere la Comunità Incontro, nel suo intervento con i minori, nei paesi in via di sviluppo. Siamo attualmente operanti in Bolivia, Thailandia, Brasile e Costa Rica. Al fine di evitare malintesi o confusione vi preghiamo di soffermarvi sui seguenti punti prima di prendere qualsiasi decisione:

  1. La cosiddetta “adozione a distanza” non deve essere vissuta come un gesto egoistico di appropriazione. Bisogna essere coscienti del suo profondo significato, che è quello di far crescere il bambino o minore nella terra di appartenenza, tra la sua gente e nel pieno rispetto della sua cultura e religione.
  2. Non esiste nessun vincolo giuridico da parte vostra nei confronti del bambino, né da parte nostra nei vostri confronti. Esiste però, un vincolo morale per il quale vi chiediamo di mantenere l’impegno preso almeno per un anno e di comunicare immediatamente il momento in cui deciderete di interromperlo.
  3. Non è possibile rivolgersi ai bambini come se fossero parte della vostra famiglia, il rapporto deve essere chiaro: voi siete degli amici che lo sostengono. Siate altrettanto delicati nell’eventuale rapporto epistolare che instaurerete con lui/lei evitando di creargli falsi miti o illusioni. Non si possono spedire regali preziosi, armi, giocattolo e vestiari firmati, ciò in rispetto dell’ambiente semplice in ci vive il bambino/a e dei valori ai quali viene educato. Sappiate che essi crescono in uno spirito di solidarietà reciproca, perciò anche gli altri bambini, se necessario, usufruiranno dei vostri doni.
  4. Dovete essere pazienti per gli eventuali ritardi che potrebbero verificarsi nella consegna delle relazioni o letterine. Essi non sono dovuti a negligenza ma a seri problemi tecnici organizzativi che spesso i nostri volontari in Bolivia e in Thailandia sono costretti ad affrontare.
  5. Chi sostiene un adolescente o un bambini già in grado di leggere e scrivere è tenuto a garantire almeno una lettera ogni due mese, anche se ne riceverà soltanto una ogni tre o quattro mese. Questo sempre per i problemi di cui sopra.
  6. Ogni 3 o 4 mesi riceverete la relazione riguardante il bambino. Se è già in grado di scrivere riceverete direttamente le sue letterine con disegnino ecc… Ogni anno verrete informati dei progetti a favore dei bambini, al quale sarete liberi di partecipare.
  7. Dovrete essere disponibili ad eventuali cambi di bambini che potranno verificarsi, considerando che una delle prime cose che la Comunità Incontro cerca di fare è quella di trovare una giusta sistemazione al bambino o la riconciliazione familiare. A questo punto, se siete ancora interessati, scriveteci una lettera sulla quale potrete esprimere la preferenza di età, sesso e nazionalità. Se ce ne sarà la possibilità cercheremo di accontentarvi. Vi preghiamo di spedire il vostro indirizzo e il vostro numero di telefono per potervi inserire negli elenchi.

Tutti i versamenti dovranno essere eseguiti sul conto corrente intestato a:

COMUNITÀ INCONTRO – ONLUS
Banca Popolare di Spoleto – Ag. di Amelia
IBAN: IT17 K 05704 72530 0000 0000 7034

OPPURE tramite vaglia postale intestato a:

COMUNITÀ INCONTRO
Via della Comunità Incontro, 10
05022 AMELIA (TERNI).

In entrambi i casi è importante specificare nella causale il nome del bambino per cui si effettua la donazione.

Per informazioni contatta la Segreteria di Molino Silla al numero 0744.977208
oppure scrivi alla Segreteria attraverso la pagina dei Contatti

ONG associata al Dipartimento di Pubblica Informazione delle Nazioni Unite