CHIEDI AIUTO

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Storie in cammino

Racconti di chi ieri e oggi ha intrapreso il cammino della Comunità

Sono Francesco, ho 41 anni e ho desiderio di raccontare la mia storia a chi crede nella possibilità di una rinascita. La mia è una storia che inizia nel buio, nella solitudine, nel dolore di un fallimento e si conclude con una nuova vita, viva, libera, luminosa, piena di amore, progetti, speranza e fede…

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Voci dei ragazzi della comunità

La mia vita è stata un inferno fino a quando sono arrivata qui alla Comunità Incontro. Quando ho deciso di chiedere aiuto avevo toccato il fondo. Vendevo il mio corpo pur di trovare i soldi per comprare la cocaina. Non facevo uso solo di sostanze, ma anche di alcol. Ero fuori di testa dalla mattina alla sera. Avevo 16 anni quando ho fumato il primo spinello. Mi è subito piaciuto. Poi con il mio ragazzo abbiamo deciso di provare la cocaina e da quel momento non ne sono più uscita. Le sostanze si sono impossessate del mio corpo e della mia testa. Ho iniziato a rubare oggetti di valore in casa per poi rivendermeli per quattro spiccioli. Poi i miei quando si sono resi conto che ero una tossica e alcolizzata mi hanno buttata fuori di casa. La strada è diventata la mia nuova casa. I miei amici erano tossici, spacciatori e balordi. Un giorno, in un momento di lucidità, m sono specchiata e davanti a me ho visto una donna con gli occhi spenti, sporca dentro e a quel punto ho chiesto aiuto. Ora sono qui in percorso da 10 mesi e mi sento rinata.

Antonella

La dama bianca, ovvero la cocaina, è stata per sette lunghi anni la mia migliore amica. Con lei mi sentivo forte, appena la prendevo mi faceva sentire bene e non avevo paura del mondo. Poi appena finiva l’effetto tornavano le mie paure, fobie e fragilità. Una sera eravamo a casa di amici e mi hanno proposto di iniettarmela la dama bianca. Le sensazioni che ho provate in quei momenti sono state fortissime, ma poi mi sono sentita malissimo. Chiedevo aiuto, ma mi hanno lasciata lì da sola per non accompagnarmi in ospedale e raccontare cosa fosse accaduto. Da sola sono arrivata all’ingresso del portone e sono riuscita a chiedere aiuto. In quegli attimi mi è passata davanti tutta la mia non vita. Dopo il ricovero in ospedale ho deciso che era arrivato il momento di crescere e di affrontare il mondo senza più nascondermi. A quel punto ho chiamato la Comunità Incontro per sapere come potevo fare per iniziare il percorso di disintossicazione. A distanza di 18 mesi ho capito molte cose, tra cui l’essenza della vita.

Barbara

Ho visto la morte in faccia ed è stato dopo quel brutto incidente stradale, in cui ha perso la vita la mia fidanzata, che ho deciso di chiedere aiuto alla Comunità Incontro. Era una sabato sera come tanti in cui eravamo andati in discoteca ed eravamo completamente sballati. Avevamo fatto uso di sostanze ed alcol. Abbiamo preso l’auto per tornare a casa e al secondo tornante siamo andati fuori strada. Lei è morta sul colpo ed io mi sono salvato. Ho capito che avevo avuto una seconda possibilità e quindi ho scelto la Comunità Incontro per farmi aiutare. Appena sono arrivato le regole mi stavano strette visto che comunque la vita era fatta di droga, alcol e gioco d’azzardo. Le mie giornate le passavo davanti alle slot machine e per caricarmi tiravo la cocaina, stessa vita la mia fidanzata che più di una volta mi aveva detto che voleva smettere. Dovevo dare retta a quello che mi diceva magari ora potevamo stare qui a Molino Silla e pensare ad un futuro insieme. Ora devo lottare sia per me che per lei che vive in me.

Renato
5 per mille... buoni motivi

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