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Storie in cammino

Racconti di chi ieri e oggi ha intrapreso il cammino della Comunità

Sono Francesco, ho 41 anni e ho desiderio di raccontare la mia storia a chi crede nella possibilità di una rinascita. La mia è una storia che inizia nel buio, nella solitudine, nel dolore di un fallimento e si conclude con una nuova vita, viva, libera, luminosa, piena di amore, progetti, speranza e fede…

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Voci dei ragazzi della comunità

Avevo soltanto 13 anni quando ho fumato il primo spinello. Dal quel momento è iniziata la mia discesa nel baratro delle dipendenze da sostanze fino a quando un giorno non ho deciso di dire basta e farmi aiutare. La mia storia è come tante altre. Volevo essere accettato dal gruppo, ma tutti pensavano che fossi lo sfigato del paese, quindi da evitare. Poi un bel giorno incontrai Matteo un ragazzo più grande di me che mi disse di entrare a far parte del suo gruppo. Mi sembrò un sogno. Mi portavano con loro nelle discoteche delle riviera romagnola e fu con loro che fumai il primo spinello. Il passo fu breve inizia con le pasticche, ma non mi bastavano così provai anche la cocaina. Tutti i sabato sera era un mix di alcol, pasticche e cocaina, fino a quando una sera nel rientrare a casa fummo vittime di un incidente. Da lì venne fuori la verità: la mia tossicodipendenza. Poi scoprii che Matteo aveva perso la vita. A quel punto dissi basta e chiesi aiuto alla Comunità Incontro.

Giovanni

La prima volta che mi dissero di provare la cocaina dissi di no, poi la volta successiva accettai. Mi dissi cosa vuoi che sia se la provo una volta. La mia curiosità prese il sopravvento. In effetti non successe niente la prima volta che la provai ero solo più euforica. Poi ci furono altre feste e di conseguenza altre occasione per farne uso. Dentro la mia testa ripetevo a me stessa che potevo smettere quando volevo. Invece non era così perché la volevo sempre di più e l’uso diventò quotidiano. I soldi non bastavano più e pur di procurarmi la polvere bianca ero pronta a tutto: spacciarla, prostituirmi. Ben presto gli amici, quelli veri, capirono che facevo uso di cocaina e volevano aiutarmi, ma io negavo tutto anche l’evidenza dei fatti. Un giorno mi ritrovai a rubare in ufficio e venni denunciata. Persi il posto di lavoro, la casa dove vivevo, la dignità. Un giorno mentre girovagavo per la città incontrai una persona che mi parlò della Comunità Incontro e mi convince di farmi aiutare.

Annamaria

Gioco d’azzardo, cocaina e alcol. Questi sono stati i miei migliori amici per lunghi cinque anni della mia vita. Ho iniziato a giocare con le slot machine per divertimento poi pian piano mi hanno preso sempre più. Non riuscivo a staccarmi da quelle infernali macchinette. Trascorrevo giornate intere davanti alle slot e mi serviva qualcosa che mi aiutasse. Un amico mi ha detto di provare con la cocaina e l’alcol. Effettivamente mi davano quella carica che serviva per stare davanti alle slot. Ero sempre alla ricerca di soldi. Mi sono venduto tutto quello che possedevo d’oro compreso quello di mia moglie e dei miei figli. Ero arrivato a simulare che fossimo stati vittime di un furto. Non mi credeva più nessuno. Tutti sapevano che ormai ero entrato nella rete del gioco d’azzardo, della cocaina e dell’alcol. Una sera toccai il fondo quando mi arrabbia perché non trovai i soldi e spaccai mezza casa. Mi consigliarono di farmi aiutare dalla Comunità Incontro e accettai.

Antonio
5 per mille... buoni motivi

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